E’ anche nel cadavere di Chiara Poggi, uccisa lo scorso 13 agosto a Garlasco, che gli investigatori cercano la chiave per risolvere il giallo. A circa tre mesi dal misterioso omicidio, il pubblico ministero ha disposto una perizia tossicologica sui reperti recuperati durante l’autopsia della Poggi. La decisione è stata presa una volta arrivati gli esiti dell’esame autoptico effettuato tre giorni dopo il delitto.
Emergono anche nuovi particolari sul come la vittima è stata assassinata.
Nella relazione definitiva, consegnata lunedì scorso, è stato stabilito che Chiara è stata uccisa attorno fra le 11.00 e 11.30 con un “corpo contundente” che potrebbe avere una “stretta superficie battente”, uno “spigolo molto netto” e presentare una parte appuntita. Inoltre è stato accertato che la ventiseienne di Garlasco è stata colpita ripetutamente alla testa, in particolare alla nuca, anche se il colpo mortale è stato uno solo e cioé quello “assestato nella regione parieto-occipitale sinistra in grado di causare un decesso pressoche’ immediato”.
Per l’omicidio di Chiara Poggi l’unico indagato, attualmente a piede libero, è il fidanzato Alberto Stasi.